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gruppo cantiere/rassegna stampa/L'Assemblea proposta da Asor Rosa e organizzata dal manifesto
L'ASSEMBLEA PROPOSTA DA ASOR ROSA E ORGANIZZATA
DAL "MANIFESTO"
La sinistra radicale apre la sua "camera"
Nascerà un organismo permanente di consultazione che raccoglierà partiti,
movimenti, associazioni. Fassino: "Sarà un utile contributo"
Maria Grazia Bruzzone
ROMA
Una platea di tremila persone, giovani e meno giovani, movimentisti e ex
girotondini, sindacalisti e professori, simpatizzanti, militanti e leader
della variegata area della sinistra radicale, dai Disobbedienti al Correntone
Ds, ha detto sì alla proposta lanciata da Alberto Asor Rosa e fatta propria
dal manifesto, che ha organizzato l'assemblea. La "camera di consultazione
permanente" fra partiti, componenti e associazioni della sinistra "radicale",
si farà. E persino il segretario della Quercia Piero Fassino in serata fa buon
viso a cattivo gioco e parla di "utile contributo" allo sforzo della Gad di
definire progetti per vincere le elezioni.
Il nuovo organismo non nasce del resto contro la Gad, o come si chiamerà,
"perché alla Gad non c'è alternativa - spiegava Asor Rosa in apertura -. Anzi,
ho l'impressione che toccherà a noi fare la guardia contro i rischi che
vengono da dentro lo stesso schieramento di centrosinistra". E magari in
difesa dello stesso leader Prodi, come aveva aggiunto lo storico nei giorni
scorsi. La "camera" nasce piuttosto per "dare una coesione politica" a quell'area
della sinistra che si muove accanto alla federazione riformista voluta da
Prodi. Una zona che vale il 12-13% dell'elettorato, è "frantumata" ma anche
"profondamente radicata negli angoli vitali della società italiana".
Rossana Rossanda, madre nobile della sinistra che alla fine della giornata
tira le fila dell'evento dall'insperato successo, immagina "un organismo
strutturato per commissioni permanenti, che organizzi assemblee periodiche".
Il professor Asor, tenace difensore di una linea di sinistra dei Ds, così come
lo fu nel vecchio Pci, non ha fatto l'errore di proporre una qualche forma di
organizzazione troppo strutturata ma "una cosa nuova", "flessibile e aperta",
"plurale perché fatta di soggetti diversi", un organismo "propositivo e non
decisionale". Una sorta di tavolo informale, insomma, per coordinare e far
pesare di più le idee di sinistra nel programma dell'alleanza. Nulla di più.
Proprio per questo l'idea è piaciuta. Soprattutto a Bertinotti e al Correntone
Ds, mentre il Pdci, che da tempo mira a una sorta di federazione della
sinistra radicale, avrebbe preferito un primo passo in quella direzione. E i
Verdi, pur convinti della bontà dell'iniziativa, non sembrano volersi
confondere più di tanto in una cosa comunque etichettata "sinistra". "I temi
che ci stanno più a cuore - dalla pace all'ambiente ai beni pubblici come
l'acqua - vanno oltre quel 12-13%. Comunque ci possiamo aiutare a vicenda",
osserva distaccato Alfonso Pecoraro Scanio.
E' finito il tempo dei Girotondi. Ma il professor Paul Ginsborg, che parla a
nome del Laboratorio della democrazia di Firenze, riscuote applausi quando
dice che "la sinistra ha il compito storico di non far vincere di nuovo
Berlusconi nel 2006, perché le conseguenze per Italia e Europa sarebbero
gravissime", esorta all'"autodisciplina" per evitare litigiosità nocive. E
conclude con una canzonetta molto british sullo "stupidissimo" Duca di York
che aveva 10 mila uomini e donne e li portò in alto sulla collina.. .per poi
farli scendere dall'altra parte. Esempio da non imitare. Pietro Ingrao
ascolta, ma non prenderà la parola.
E' finito il tempo dei Girotondi. E a sottolinearlo con soddisfazione è
Bertinotti. "L'obiettivo di cambiare l'Ulivo era sbagliato, perché l'Ulivo era
ormai morto", asserisce netto. E a Oliviero Diliberto, che insiste per dar
vita almeno a un embrione di federazione della sinistra radicale, risponde
stizzito: "Non siamo qui per rimettere insieme cocci spezzati del passato.
Siamo qui per partecipare a una sinistra larga". Perché ora non c'è più
l'Ulivo ma la Grande Alleanza. E questa "camera", il leader del Prc la vede
come la "rete", che da tempo auspica fra diverse componenti dei partiti come
della società civile. "Dopo di che ciascuno va alle elezioni per conto
proprio".
Il Correntone Ds è sulla stessa linea d'onda. Da Giovanni Berlinguer, che
plaude all'assemblea come "manifestazione di risveglio e riscossa". A Fabio
Mussi, che esclude anche lui "la costruzione di un organismo di tipo
partitico". E accoglie l'idea della "camera" perché "ha un potere di proposta"
e sarà un luogo "dove si discute di programmi per l'intera coalizione". Mussi
non nasconde l'intenzione di continuare a tentar di trascinare la Quercia - e
la coalizione - più a sinistra contrastando apertamente l'eventuale nascita di
un partito riformista: "Nel caso - arriva a dire - mi sembra di poter
prevedere che io e altri in quel partito non vi saremo".
Oggi la nuova tappa, diversa ma convergente negli scopi. L'assemblea delle
riviste, movimenti e associazioni di sinistra (Carta, Aprile, Alternative,
Ecoradio). Con due importanti novità: la presenza di organizzazioni cattoliche
come Pax Christi e Don Ciotti. E la discussione intorno a quattro diversi
tavoli, su contenuti e proposte concreti.