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Articolo apparso su "La Stampa" del 16 gennaio 2005

gruppo cantiere/rassegna stampa/L'Assemblea proposta da Asor Rosa e organizzata dal manifesto

 

L'ASSEMBLEA PROPOSTA DA ASOR ROSA E ORGANIZZATA DAL "MANIFESTO"
La sinistra radicale apre la sua "camera"
Nascerà un organismo permanente di consultazione che raccoglierà partiti, movimenti, associazioni. Fassino: "Sarà un utile contributo"


Maria Grazia Bruzzone
ROMA
Una platea di tremila persone, giovani e meno giovani, movimentisti e ex girotondini, sindacalisti e professori, simpatizzanti, militanti e leader della variegata area della sinistra radicale, dai Disobbedienti al Correntone Ds, ha detto sì alla proposta lanciata da Alberto Asor Rosa e fatta propria dal manifesto, che ha organizzato l'assemblea. La "camera di consultazione permanente" fra partiti, componenti e associazioni della sinistra "radicale", si farà. E persino il segretario della Quercia Piero Fassino in serata fa buon viso a cattivo gioco e parla di "utile contributo" allo sforzo della Gad di definire progetti per vincere le elezioni.
Il nuovo organismo non nasce del resto contro la Gad, o come si chiamerà, "perché alla Gad non c'è alternativa - spiegava Asor Rosa in apertura -. Anzi, ho l'impressione che toccherà a noi fare la guardia contro i rischi che vengono da dentro lo stesso schieramento di centrosinistra". E magari in difesa dello stesso leader Prodi, come aveva aggiunto lo storico nei giorni scorsi. La "camera" nasce piuttosto per "dare una coesione politica" a quell'area della sinistra che si muove accanto alla federazione riformista voluta da Prodi. Una zona che vale il 12-13% dell'elettorato, è "frantumata" ma anche "profondamente radicata negli angoli vitali della società italiana".
Rossana Rossanda, madre nobile della sinistra che alla fine della giornata tira le fila dell'evento dall'insperato successo, immagina "un organismo strutturato per commissioni permanenti, che organizzi assemblee periodiche". Il professor Asor, tenace difensore di una linea di sinistra dei Ds, così come lo fu nel vecchio Pci, non ha fatto l'errore di proporre una qualche forma di organizzazione troppo strutturata ma "una cosa nuova", "flessibile e aperta", "plurale perché fatta di soggetti diversi", un organismo "propositivo e non decisionale". Una sorta di tavolo informale, insomma, per coordinare e far pesare di più le idee di sinistra nel programma dell'alleanza. Nulla di più.
Proprio per questo l'idea è piaciuta. Soprattutto a Bertinotti e al Correntone Ds, mentre il Pdci, che da tempo mira a una sorta di federazione della sinistra radicale, avrebbe preferito un primo passo in quella direzione. E i Verdi, pur convinti della bontà dell'iniziativa, non sembrano volersi confondere più di tanto in una cosa comunque etichettata "sinistra". "I temi che ci stanno più a cuore - dalla pace all'ambiente ai beni pubblici come l'acqua - vanno oltre quel 12-13%. Comunque ci possiamo aiutare a vicenda", osserva distaccato Alfonso Pecoraro Scanio.
E' finito il tempo dei Girotondi. Ma il professor Paul Ginsborg, che parla a nome del Laboratorio della democrazia di Firenze, riscuote applausi quando dice che "la sinistra ha il compito storico di non far vincere di nuovo Berlusconi nel 2006, perché le conseguenze per Italia e Europa sarebbero gravissime", esorta all'"autodisciplina" per evitare litigiosità nocive. E conclude con una canzonetta molto british sullo "stupidissimo" Duca di York che aveva 10 mila uomini e donne e li portò in alto sulla collina.. .per poi farli scendere dall'altra parte. Esempio da non imitare. Pietro Ingrao ascolta, ma non prenderà la parola.
E' finito il tempo dei Girotondi. E a sottolinearlo con soddisfazione è Bertinotti. "L'obiettivo di cambiare l'Ulivo era sbagliato, perché l'Ulivo era ormai morto", asserisce netto. E a Oliviero Diliberto, che insiste per dar vita almeno a un embrione di federazione della sinistra radicale, risponde stizzito: "Non siamo qui per rimettere insieme cocci spezzati del passato. Siamo qui per partecipare a una sinistra larga". Perché ora non c'è più l'Ulivo ma la Grande Alleanza. E questa "camera", il leader del Prc la vede come la "rete", che da tempo auspica fra diverse componenti dei partiti come della società civile. "Dopo di che ciascuno va alle elezioni per conto proprio".
Il Correntone Ds è sulla stessa linea d'onda. Da Giovanni Berlinguer, che plaude all'assemblea come "manifestazione di risveglio e riscossa". A Fabio Mussi, che esclude anche lui "la costruzione di un organismo di tipo partitico". E accoglie l'idea della "camera" perché "ha un potere di proposta" e sarà un luogo "dove si discute di programmi per l'intera coalizione". Mussi non nasconde l'intenzione di continuare a tentar di trascinare la Quercia - e la coalizione - più a sinistra contrastando apertamente l'eventuale nascita di un partito riformista: "Nel caso - arriva a dire - mi sembra di poter prevedere che io e altri in quel partito non vi saremo".
Oggi la nuova tappa, diversa ma convergente negli scopi. L'assemblea delle riviste, movimenti e associazioni di sinistra (Carta, Aprile, Alternative, Ecoradio). Con due importanti novità: la presenza di organizzazioni cattoliche come Pax Christi e Don Ciotti. E la discussione intorno a quattro diversi tavoli, su contenuti e proposte concreti.