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Articolo apparso su "Corriere della Sera" del 8 febbraio 2005

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gruppo del cantiere/rassegna stampa/Sylos Labini: è sbagliato separare morale e politica




IL COLLOQUIO / "No a distinzioni machiavelliche, l'ex segretario Psi è stato un leader di alto livello, però non ha fatto bene al Paese


Sylos Labini: è sbagliato separare morale e politica

ROMA — I1 compito di un leader non può essere perdonare le marachelle dei politici... Del congresso dei Ds Paolo Sylos Labini ha apprezzato molte cose ("anche la relazione del segretario non era male"), ma la rivalutazione di Bettino Craxi no, il professore non l’ha apprezzata affatto. "Non possiamo avanzare tesi machiavelliche tipo ‘la morale è una cosa, la politica un’altra'. Lo dice perfino quel superdestro di Edward Luttwak
che, nel capitalismo, morale e politica sono inseparabili".
Economista e accademico dei Lincei noto in campo internazionale per gli studi sull’inflazione e sulla macroeconomia, Sylos Labini riconosce all’ex leader socialista grinta e capacità, ammette l’importanza della battaglia contro la scala mobile che generava inflazione, ma ritiene l’intelligenza politica di Craxi un’aggravante. “Lei mi chiede se è stato un uomo politico di alto livello? Io le rispondo di sì. Mi chiede se ha fatto del bene al nostro Paese? Io dico no, no e ancora no. Se vogliamo diventare un Paese civile, la condanna di Craxi deve essere netta. Rivalutarlo vorrebbe dire aprire la strada all’argentinizzazione dell’Italia”.
Cinismo e declino economico, un Paese ricco “rovinato da quella marea dilagante che è stata la corruzione”. Per Sylos Labini il caso Argentina è un’ossessione ed è per questo che il professore, che pure non rinnega di essere stato “simpatizzante” del Psi, non accetta di distinguere l’era di Craxi a Palazzo Chigi dagli anni di Mani pulite. "Una persona è una persona e non due e o tre con lo stesso nome".
C’è un’immagine che Sylos Labini, classe 1920, non dimentica. Quella di Craxi che davanti al Parlamento ammette il ricorso a finanziamenti illeciti. "La sua difesa ricorda quella di un primo ministro che nel ‘600 disse qui ogni uomo ha un prezzo". "Non bisogna difendere Craxi da calunnia perché si autoaccusò, arrecando al Paese un danno spaventoso. Dalla sua relazione Fassino deve amputare quelle paro1e".
Della "svo1ta” del segretario Ds, Sylos Labini critica anche gli obiettivi: "Avere un pò di voti dagli ex socialisti nostalgici e da chi, a destra ma purtroppo anche a sinistra, ha fatto come Craxi". E per una volta concorda con Alberto Asor Rosa, che nel gesto di Fassino vede l’intenzione di liquidare Enrico Berlinguer. "Questa volta, ed è raro, sono d’accordo con lui".
Monica Guerzoni