Intervento di Achille Occhetto al Senato contro la decapitazione della Costituzione - 23 marzo 2005
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Occhetto al senato
Intervento di Achille Occhetto al Senato contro la decapitazione della
Costituzione
23 marzo 2005
Quello che si sta perpetrando qui, oggi, è un misfatto, un delitto di una
gravità inaudita, è la decapitazione dello spirito della più bella
costituzione europea.
Sul piano formale, si è di fatto andati ad un mutamento di fondo dello
Spirito democratico a centralità parlamentare della costituzione nata dalla
Resistenza,
attraverso una totale e inammissibile illegalità delle procedure.
Infatti per il cambiamento della Costituzione non si può forzare, oltre
i suoi limiti, l'art. 138, utilizzabile solo per un suo rinnovamento e
aggiornamento interno.
Non lo si può fare con il maggioritario, a colpi di maggioranza e sotto
il ricatto di un partito del 4%.
Sul piano sostanziale, vi piaccia o no, si da vita ad una forma moderna
di dittatura della maggioranza e del premier.
Infatti, non si garantisce solo una maggiore governabilità, no! si impone
la mordacchia al parlamento e si instaura il dominio della maggioranza su
tutte le istituzioni di garanzia, a partire dalla corte costituzionale.
Il federalismo è vanificato da un duplice inganno: l'accentramento dei
poteri economici e il decentramento delle politiche sociali, che con la
diminuzione di fondi agli enti locali e in mancanza di un vero federalismo
fiscale si presenta come una autentica truffa fatta all'insieme del popolo
italiano,
che, ora ignaro, vedrà messo in crisi il carattere universale del Welfare.
Ma noi sveglieremo coloro che ancora dormono dal torpore e li porteremo
all'azione attraverso il referendum abrogativo; e diremo loro che non siamo
per la mera conservazione dell'esistente, - no, troppe cose sono cambiate
sotto il cielo!- noi siamo stati per una maggiore governabilità, ma la
governabilità e il maggioritario andavano corretti da un sistema ricchissimo
di pesi e contrappesi, da un allargamento e non
da un restringimento della democrazia.
Noi presenteremo un progetto di riforma che non stravolge la democrazia
ma l'adegua all'epoca della globalizzazione e alle nuove sfide della
dittatura mediatica e lo faremo all'interno di quanto consentito dall'art.
138.
Signori della maggioranza, avete ridotto questo parlamento in un bivacco,
ora vi attenderemo, e batteremo, nel Paese.