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No a Rifondazione Comunista, si alla rifondazione della sinistra - di Achille Occhetto


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"No a Rifondazione Comunista, sì alla rifondazione della sinistra"

26.04.2005

Non sono affatto tentato da Rifondazione Comunista come si legge in un
titolo apparso oggi sul Corriere, titolo che peraltro è contraddetto dal
contenuto del suo stesso articolo.
Confermo invece che oggi le questioni sono fondamentalmente cambiate da
quelle esistenti al momento della svolta e che non ho nessun problema a
ritrovarmi - come è avvenuto ad esempio sulla guerra in Iraq e su temi come
quello della non violenza - con chi in momenti cruciali ha avuto posizioni
diverse dalle mie, proprio perché tutti dobbiamo sentire il dovere di
colmare un'assenza, quella di una sinistra degna di questo nome.
Come dice giustamente l'articolista del Corriere "pensare che Occhetto
possa aderire a Rifondazione Comunista sarebbe sbagliato. Senza contare che
sarebbe fare un torto a chi inventò la Quercia".
La direzione di marcia è quindi un'altra. Le stesse innovazioni portate da
Bertinotti nell'impostazione ideale e politica del suo partito richiedono
un superamento delle vecchie strutture organizzative da parte di tutti,
compresa Rifondazione, per metterle al servizio di un processo di
riorganizzazione della sinistra. In caso contrario si produrrebbe una grave
contraddizione tra le novità strategiche e la struttura organizzativa che
invece manterrebbe i caratteri del passato.
Il progetto potrebbe essere ben più ambizioso di quello di un'adesione soft
a Rifondazione o di un semplice patto federativo, che assomigli a sinistra
alla Fed.
Si tratta in realtà di dar vita, sulla base di una "Convenzione delle idee"
e di una convergenza dei programmi, ad un processo di rifondazione della
sinistra nel suo complesso, che può anche portare ad una distinzione
politica e organizzativa tra riformismo forte e riformismo moderato, nel
comune quadro unitario dell'Unione e sotto la leadership di Romano Prodi.
È del tutto evidente che in questo processo, oltre a Rifondazione,
dovrebbero essere coinvolti non solo i soggetti partitici, ma anche
associazioni, movimenti, forze della società civile che non si sentono più
politicamente rappresentati ed aspirano di conseguenza a un progetto di
rinascita di una sinistra nuova, di cui siano parte fondante le componenti
pacifiste, non violente ed ecologiste. Bisogna infatti tener conto che il
fallimento di tale progetto comporterebbe, per quanto si possa contare sui
continui regali di Berlusconi, la dispersione di almeno tre milioni di voti
che rischiano (anche per il gioco perverso del quorum) di non venire
rappresentati in Parlamento.
Per questo abbiamo dichiarato a Prodi anche in recenti colloqui, l'impegno
del Cantiere a mettersi a disposizione, come parte riconosciuta
dell'Unione, di ogni progetto di aggregazione unitaria che sia in grado di
rafforzare e ampliare l'alleanza di centro sinistra, a partire dalle
prossime elezioni nazionali.

Achille Occhetto