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I 7 punti che chiediamo di condividere ai candidati dell'Unione alle elezioni regionali illustrati da Giulietto Chiesa


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Rassegna Stampa

Regionali - Emergenza democratica, tutti in Cantiere - Giulietto Chiesa presenta piattaforma per i candidati - da "Agenzia DIRE" del 21 marzo 2005

Il giornalista Chiesa in pista per il Cantiere della democrazia - da "Il Domani" del 22 marzo 2005 (file pdf)

Sinistra, il simbolo del "Cantiere" -  da "Il resto del Carlino" del 21 marzo 2005 (file pdf)

 

 

cantiere emilia romagna/iniziative/7 punti da condividere per i candidati dell'Unione

 

IL CANTIERE per il bene comune dell'Emilia Romagna


7 punti da condividere per i candidati dell'Unione



Il Gruppo del Cantiere dell’Emilia Romagna ritiene che le prossime elezioni regionali debbano essere un’occasione di chiarezza per i candidati dell’Unione. Occorre uscire dalle ambiguità che animano l’attuale coalizione di centro sinistra, nella quale sono minimizzate artificiosamente sia contraddizioni inaccettabili, che linee politiche divergenti. Metodologie differenti, leadership discutibili, pressioni e gruppi di potere, interessi economici, rigidità ideologiche ed ingerenze religiose: ecco il quadro non confortante che si propone al Paese ed all’Emilia Romagna.

Sosteniamo con lealtà la candidatura del Presidente Vasco Errani ma crediamo che in un panorama politico così complesso sia necessario segnalare e valorizzare, tra le forze politiche dell’Unione della nostra regione, quei candidati che aderiranno ai seguenti punti programmatici.

La partecipazione politica, finora mortificata o negata, è un elemento necessario nel futuro rapporto fra i cittadini (singoli o organizzati in associazioni e comitati), i partiti politici e le istituzioni locali. Le forme di partecipazione ipotizzabili sono diverse ma riteniamo che le primarie possano essere un valido meccanismo per selezionare le candidature, confrontare idee e programmi, far emergere nuove leadership politiche o confermare figure consolidate, rafforzare le coalizioni e limitare il potere delle burocrazie di partito.

La difesa della Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza e dei suoi principi, che il Governo ed i partiti di centro destra attaccano quotidianamente, è un punto irrinunciabile del nostro programma politico. Le modifiche della Costituzione mortificano il ruolo del Presidente della Repubblica, indeboliscono gli Organi di garanzia ed il ruolo della Corte Costituzionale, creando un premier padrone del Parlamento. Se a questo si aggiunge la riforma dell'Ordinamento Giudiziario voluta da Castelli, risulta evidente come questo stato di cose si configuri come un "golpe bianco" contro la democrazia in Italia.

L'impegno ad abrogare la legge "Gasparri" ed a modificare, quanto meno, la legge "Frattini", che hanno rafforzato il controllo proprietario dell'informazione nel nostro Paese ed a sostenere il servizio pubblico. Del caso-Italia si occupano, con accenti allarmati, l'opinione pubblica internazionale e le organizzazioni mondiali che difendono i diritti fondamentali (da Reporters sans Frontieres all' O.N.U.). Purtroppo, in Italia, chi pone tali questioni è considerato un demonizzatore ed un estremista.

Il sostegno alla pace (in Irak come in ogni altra parte del mondo) ed il ritiro immediato delle truppe italiane da un Paese che, dopo la dittatura di Sadam Hussein deve subire la politica di aggressione degli USA, sono elementi preliminari ad ogni opzione politica. L’intervento alleato ha moltiplicato i problemi, distruggendo quel che rimaneva dell’economia, acuendo gli scontri fra gruppi etnici e religiosi, fomentando un terrorismo ramificato e inarrestabile, provocando la morte di decine di migliaia di civili e militari iracheni ed occidentali, allontanando questo ed altri Paesi mediorientali dalla democrazia.

La modifica della legge 30/2003 e la lotta alle dilaganti forme di precarizzazione del lavoro (che colpiscono soprattutto i giovani e le fasce sociali più deboli, creando nuove povertà) deve diventare un obiettivo comune dell’Unione di centro sinistra. La normativa attuale ha rafforzato la posizione dei datori di lavoro e costringe i lavoratori ad anni d’incertezza economica. Cresce, inoltre, il lavoro nero, che condanna alla clandestinità migliaia di lavoratori stranieri anche nella nostra regione, pregiudicando in modo generalizzato le condizioni di sicurezza ed igiene del lavoro.

Il sostegno alla campagna per i quesiti referendari contro la legge 40/2004 in materia di procreazione medicalmente assistita è un impegno laico e civile irrinunciabile. La legge voluta dal Governo è ingiusta e discriminante per migliaia di donne e coppie, che desiderano i figli, e per tutti quelli che dalla ricerca scientifica attendono il recupero della piena salute. L’infertilità va riconosciuta a livello nazionale come patologia sociale.

Il Codice etico, presentato a Romano Prodi dal Gruppo del Cantiere, è un elemento caratterizzante di un nuovo e corretto modo di fare ed intendere la politica. Anche a livello locale, chiediamo l’impegno vigile dei candidati per allontanare da incarichi politici, pubblici o di collaborazione professionale con gli enti locali:
persone con immagine pubblica scarsamente trasparente,
persone condannate o che abbiano patteggiato per reati di concussione, corruzione, reati societari e reati a danno della pubblica amministrazione,
persone che siano portatrici di conflitti di interessi.

Bologna, 21 marzo 2005