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Testo definitivo OdG sull'aborto farmacologico  - consiglio comunale di Modena (file pdf)


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Intervento della consigliera Rosa Maria Fino - discussione sill'OdG sull'aborto farmacologico - consiglio comunale Modena

 

La consigliera FINO illustra: “Oggi presentiamo un Ordine del Giorno di particolare interesse, che necessita veramente di un dibattito sereno per la delicatezza del tema trattato. L’emendamento che lo integra si è reso necessario in seguito all’intervento dell’Assessore regionale della Sanità che di fatto ha sancito la procedura per l’avvio della somministrazione della Ru486, così si chiama la pillola farmacologica, anche in Emilia Romagna, regolandone l’uso e l’importazione dall’estero nel rispetto della legge 194 e del decreto ministeriale del 1997 che prevede anche, sottolineo, l’autorizzazione del Ministro.

Premesso che la decisione di ricorrere all’IVG (interruzione volontaria di gravidanza) costituisce sempre, indipendentemente dal metodo adottato, una scelta difficile e, credetemi, di grande sofferenza per ogni donna che abbia coscienza di sé e dei propri diritti, ribadendo la contrarietà a tutte le strumentalizzazioni politiche su questo farmaco ed avendo ben chiaro che non si tratta né di una guerra di religione, né di uno scontro ideologico, né tanto meno di una guerra contro la tutela della salute delle donne, si tratta oggi di affermare l’autodeterminazione delle donne rispetto alla scelta, sempre dolorosa, tra un metodo chirurgico più invasivo ed un metodo farmacologico meno invasivo, nel pieno rispetto di quanto previsto dalla legge 194/78.

Ricordiamo ancora una volta che la legge all’articolo 15 prevedeva e prevede che “le Regioni, d’intesa con le università e con gli enti ospedalieri, promuovono l’aggiornamento del personale sanitario sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità psicofisica delle donne e meno rischiose per l’interruzione di gravidanza.”

Permettere alle donne, consapevolmente e preventivamente informate dal medico che le dovrà assistere, di scegliere tra l’uno e l’altro metodo significa rifiutare una cultura della sofferenza che non può essere nostra, che vuole in qualche modo punire la donna che si sottopone ad un intervento volontario di interruzione, per dirla in breve: se vuoi abortire, devi sempre patire un po’.

Prima di leggere l’Ordine del Giorno vorrei solo ricordare che dalla discussione se la donna avesse un’anima o no del Concilio di Trento del 1545 all’intervista concessa da Mussolini ad un giornale inglese nel 1926 dove dichiarava che non avrebbe dato il voto alle donne perché “le donne devono ubbidire” ad oggi, dove si è aperta una diatriba sul corpo delle donne che è visto come un mero contenitore atto solo a procreare, e non una donna vista come una persona responsabile e consapevole di poter dare inizio ad una maternità, non siamo sotto tutela, nessuno si deve prendere questo privilegio di credersi tutore della donna nell’anima e nel corpo.

Nel leggere l’Ordine del Giorno io ve lo presenterei, se siete d’accordo, già integrato con l’emendamento. Questo perché è più chiaro e più comprensibile a tutti.

“Premesso che la legge 194/78, che disciplina le interruzioni volontarie di gravidanza, non distingue né discrimina i metodi chirurgici da quelli farmacologici; che l’aborto farmacologico è considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità un metodo più sicuro di quello chirurgico fino alla settima settimana; che la Federazione Internazionale di Ostetricia e Ginecologia in un documento del 1998 ha affermato che alle donne occorre offrire sia le opzioni chirurgiche che quelle farmacologiche; che la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, l’Associazione Ospedaliera dei Ginecologi Ostetrici Italiani e l’Associazione dei Ginecologi Universitari Italiani hanno assunto una posizione comune a favore dell’introduzione dell’aborto farmacologico; che il farmaco Ru486 è autorizzato nei seguenti Paesi dell’Unione Europea: Francia dal 1988; Regno Unito dal 1991; Svezia dal 1992; Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia, Olanda e Spagna dal 1999; Lussemburgo dal 2000, e che pure negli Stati Uniti è utilizzato da parecchi anni senza incremento delle interruzioni delle gravidanze, con enormi benefìci per le donne che non devono ricorrere, con l’interruzione di gravidanza tradizionale, ad un’operazione invasiva e ad un’anestesia potenzialmente pericolosa.

Valutato che il rispetto dell’integrità fisica e psichica della donna e la riduzione del rischio legato all’interruzione di gravidanza sono richiamati dall’articolo 15 della legge che responsabilizza il medico curante”, per inciso, spero che abbiate letto la legge.

“Ritenuto che sia necessario rendere disponibile anche in Italia il metodo farmacologico, in alternativa al metodo chirurgico, per le donne che, espletate le procedure previste dalla legge numero 194 del 1978, siano nelle condizioni cliniche previste dai protocolli internazionali; che sia importante agire per ridurre i rischi connessi all’aborto clandestino, sia chirurgico sia farmacologico.

Tenuto conto che la diminuzione delle IVG poggia su un’adeguata educazione sanitaria, un più agevole accesso alla contraccezione consapevole, tramite la diffusione su tutto il territorio nazionale dei consultori, e alle politiche attive di sostegno alle famiglie.

Considerato infine che il Ministero della Salute ha fatto ripartire ufficialmente presso l’Azienda Ospedaliera Sant’Anna di Torino la sperimentazione con mifepristone” che ci tengo a dire che non è un ormone, è un antiormone, “e misoprostol precedentemente sospesa con ordinanza ministeriale; che la Circolare inviata ai Direttori generali delle Aziende Sanitarie della Regione Emilia Romagna intende regolare l’importazione della pillola Ru486 ed elaborare protocolli clinici ed organizzativi comuni di utilizzo del farmaco nel rigoroso rispetto della legge 194/78.

Il Consiglio comunale di Modena giudica positivamente e dà pieno sostegno alla decisione assunta dall’Assessore regionale alle Politiche per la Salute.” Grazie.”