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Il cantiere Emilia Romagna/documenti/Resoconto della serata "Primarie per unire, Primarie per vincere"

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PRIMARIE PER UNIRE, PRIMARIE PER VINCERE
Puglia, Toscana Lazio: esperienze a confronto
Bologna, 28 febbraio 2005 – Vi S.Stefano 119, Sala del Baraccano.
Resoconto della serata tratto dalle riprese della serata di Dario Zanasi
Promosso da Comitato Bologna per l’Ulivo, Comitato Promotore Nazionale per le
Primarie e le 11 associazioni del percorso Cofferati.
Relatori Willer Bordon, senatore
Tana de Zulueta, senatrice
Laura Grassi, Nuova Giustizia e Liberta’
Per motivi personali non sono intervenuti, Agostino Fragai, relatore della
Legge Toscana sulle Primarie e Francesco Boccia, concorrente alle Primarie per
la scelta del candidato Presidente della Regione Puglia.
Coordina la discussione: Silvestro Ramunno, giornalista de Il Domani di
Bologna
Introduce la serata Francesco Delli Santi, coordinatore del Comitato Bologna
per l’Ulivo: il comitato e’ nato piu’ di un anno fa lavorando sul tema delle
primarie e piu’ esattamente andando al teatro Vittoria a Roma, quando
movimenti e associazioni si sono riuniti per sollecitare la nascita della
Federazione dell’Ulivo e iniziammo a raccogliere delle firme a sostegno delle
primarie; la raccolta delle firme ebbe un discreto successo, quel giorno
abbiamo raccolto circa 150 firme a sostegno delle primarie ritenendo questo
tema, fra gli altri, fondamentale per ridare slancio ma soprattutto cuore alla
politica. Da cio’ abbiamo pensato che non fossimo soli e cosi’ ci siamo messi
in contatto con associazioni, movimenti e cittadini sparsi per l’Italia.
Raccogliendo queste simpatie il 24 aprile dello scorso anno a Bologna abbiamo
dato vita al Comitato promotore nazionale per le primarie a ottobre il gruppo
tecnico del Comitato, presieduto dal prof. Pasquino ha prodotto un documento
di pochi punti che abbiamo chiamato “Principi fondamentali per lo svolgimento
delle Primarie in Italia”che e’ stato presentato il 23 ottobre. Questo
progetto e’ stato appoggiato fra le altre realta’ anche dalla rete dei
Cittadini per l’Ulivo che hanno sempre sostenuto e si battono per
l’introduzione delle primarie come strumento fondamentale per la selezione
delle candidature, da qui abbiamo fondato a Bologna il Comitato Bologna per
l’Ulivo per continuare a chiedere le primarie e contribuire alla prossima
campagna elettorale per le politiche del 2006.
Per quanto riguarda la serata abbiamo invitato chi ci puo’ raccontare di
persona quali siano i significati delle esperienze di primarie che si sono
tenute in Puglia, Toscana e Lazio. Non siamo per le primarie obbligatorie; le
primarie vere, per noi, sono quelle in cui i candidati che si presentano sono
almeno due; primarie vere, per noi, sono quelle che possono essere richieste e
attivate non solo dai partiti, ma anche dai cittadini.
Le esperienze della Puglia, della Toscana e del Lazio, hanno dimostrato che
c’e’ una forte volontà degli elettori di volere contare, di volere
partecipare, di volere scegliere.
A partire da queste esperienze vorremmo stasera che si dibattesse sul fatto
che i cittadini vogliono probabilmente anche proporre; che si realizzino
dunque primarie in cui i candidati possano essere presentati anche dalla
società civile.
Abbiamo organizzato questa serata a Bologna chiedendo alle 11 associazioni del
percorso Cofferati e al Cantiere di promuovere con noi l’incontro, siamo lieti
per il sostegno, sicuramente senza di loro questa serata avrebbe avuto un
significato diverso.
Silvestro Ramunno: Senatore Bordon, alla luce della sua esperienza,
considerato il tema della serata, rispetto al sistema politico italiano
attuale e alle diverse esperienze che si sono realizzate, il percorso delle
primarie e’ un percorso in crescita?Quali sono per lei le primarie vere?
Senatore Bordon: A parte un breve excursus storico, le vere domande che
bisogna farsi oggi sono: servono le primarie al nostro sistema di democrazia?
Servono alla crescita della democrazia bipolare e compiuta che aiuti la
democrazia dell’alternanza ? Oggi il nostro sistema elettorale e’ basato sui
collegi uninominali ed esattamente 475 collegi in cui in unico turno
elettorale, chi ottiene piu’ voti diventa parlamentare.
La distanza fra i due poli e’ di circa il 10% e circa 300 di questi collegi
sono considerati “blindati”, cioe’ sicuri, per una parte politica o per
l’altra.
Occorre rispondere piuttosto alla domanda: e’ possibile che un sistema di
selezione della classe dirigente come viene fatto attualmente con designazione
da parte dei partiti sempre piu’ autoreferenziali possa reggere per lungo
tempo in una societa’ complessa come quella attuale?
Esempi di primarie nel panorama internazionale sono molteplici e anche di
diverso genere, a mio avviso, in un sistema elettorale come quello italiano,
l’introduzione di primarie per la selezione delle candidature deve essere di
tipo aperto, intendendo con questo termine che possano partecipare alle
consultazione tutti gli iscritti nelle liste elettorali.
In una fase di sperimentazione iniziale una delle cose che puo’accadere e’ che
si impongano maggiormente i gruppi piu’ organizzati; ma occorre vedere questo
sistema in evoluzione e non fermarci a quelli che sono i rischi iniziali del
processo.
Il prof. Barbera, consulente per la legge toscana, il Prof.Ceccanti e lo
stesso Prof. Pasquino mettono in luce che sicuramente vi sono tantissimi
motivi per essere preoccupati, ma e’ necessario considerare e valutare rischi
e benefici in un’ottica di lungo periodo.
Facendo un esempio: il caso dell’introduzione del suffragio universale.
Discussioni accese e ben argomentate all’interno dell’allora Partito Comunista
vedevano assolutamente poco conveniente allargare il voto alle donne.
Per il tipo di cultura e societa’, il suffragio universale avrebbe favorito la
Democrazia Cristiana e non a torto.
Fu un’analisi lungimirante e la taratura di una personalita’ come Palmiro
Togliatti a vincere; e sicuramente oggi non possiamo che essere tutti
assolutamente d’accordo con la scelta.
Analizzare il cambiamento sociale e l’evoluzione della nostra democrazia puo’
essere utile per argomentare questa discussione.
La sostanza del ragionamento e’ la considerazione che il nostro attuale
sistema di selezione delle candidature non puo’ reggere ancora a lungo, salvo
prevedere elezioni di secondo grado oppure un ritorno ad un sistema di
preferenze e dunque ad un sistema proporzionale.
Cio’ e’ pericolosissimo e questo deve essere compreso da chi, all’interno dei
partiti, oggi osteggia l’introduzione delle primarie, lo sbocco inevitabile
sarebbe un ritorno al proporzionale, in cui i candidati dello stesso
schieramento sono concorrenti e negherebbe dieci anni di storia ed evoluzione
politica del nostro paese, negando quindi la possibilita’ del principio di
alternanza di governo.
Sono infine convinto che il sistema di selezione delle candidature vada
regolamentato per legge.
Silvestro Ramunno: Laura Grassi, quanto pesa questa parte di costi
nell’introduzione delle primarie?
Laura Grassi: qualche anno fa la nostra associazione aveva fatto una esplicita
richiesta di primarie ai nostri partiti di Bologna, e ci e’ stata data una
risposta negativa.
Dobbiamo tenere conto che ad oggi non e’ piu’ possibile non ascoltare la
richiesta di partecipazione dei cittadini alle scelte politiche e alla
selezione delle candidature delle persone che li devono rappresentare. Non e’
piu’ possibile negare o rifiutare da parte dei politici questa richiesta.I
cittadini non sono piu’ disponibili a votare chiunque, anzi sempre piu’ non si
sentono rappresentati dai candidati che vengono imposti, su decisione di pochi
come responso di lunghe ed estenuanti contrattazioni che avvengono in stanze
chiuse.
Occorre e dunque condivido cio’ che viene detto dal Sen.Bordon che questo
sistema non puo’ reggere a lungo, si assisterebbe ad una progressiva
indifferenza dei cittadini ai fatti politici, e questo e’ sicuramente
pericoloso per tutti. Occorre adesso iniziare a pensare quale sistema occorra
introdurre per agevolare la partecipazione dei cittadini.
L’esperienza del percorso bolognese, era partito dalla non disponibilita’ dei
partiti ad indire delle primarie per la selezione del candidato, il ruolo
dell’assemblea era quello di votare il candidato sindaco.
Occorre ricordare pero’ che la candidatura felice di Sergio Cofferati non e’
uscita dall’assemblea come era nel progetto originario, ma fu decisa
dall’alto, e nell’assemblea ha trovato la sua acclamazione.
L’esempio del percorso bolognese e’ molto simile a quello che richiede oggi
Romano Prodi, occorre acclamarlo e confermarlo come candidato premier
attraverso una chiamata alle urne.
Primarie vere in realtà sono tutt’altra cosa, ma attualmente, dei percorsi di
partecipazione si possono attuare anche attraverso queste altre forme di
sostegno. E’ un modo per fare rendere partecipi i cittadini e fare nascere
negli elettori un senso di appartenenza.
Le associazioni bolognese sosterranno, dopo le regionali, l’acclamazione a
premier di Romano Prodi, ma le primarie vere sono tutt’altro.
Occorre pero’ pensare che il passaggio successivo verso primarie vere deve
avvenire solo attraverso un’apertura e una volontà dei partiti, bisogna
costruire pazientemente uno strumento tecnico che permetta di arrivare alla
realizzazione di corrette primarie.
Silvestro Ramunno : E’ stato accennato, la prossima occasione buona per fare
le primarie potrebbe essere l’appuntamento delle politiche del 2006 per i
collegi. Il 2004 e’ stato un anno buono con le esperienze Puglia,
Grottaferrata e la legge Toscana, il 2005 potrebbe essere un altro anno
proficuo per questo tema, cosa ne pensa delle primarie per Prodi?
Sen. De Zulueta: occorre pensare che le vere primarie avvengono quando vi e’
piu’di un candidato. Bush e’ stato nominato in una convention perche’ non
aveva sfidanti, mentre il candidato democratico e’ stato eletto tramite
primarie. Questo e’ l’esempio da cui occorre partire.
La sfida di Romano Prodi sarebbe una primaria se esistesse uno sfidante. Il
percorso verso le primarie per il candidato della coalizione in Italia sta
avendo fasi confuse.Forse ci stiamo avvicinando all’appuntamento con una certa
approssimazione.
Certo e’ innegabile che fare delle primarie di coalizione innesca lacerazioni
all’interno dell’alleanza. Bertinotti si sentirebbe autorizzato a “mettere un
cappello” ai suoi voti esprimendo richieste di legittimita’ e di peso
all’interno della coalizione su quelli che sono i suoi voti, rispetto a Prodi,
ed e’ questo il problema che deve essere risolto al piu’ presto e senza
indugio. L’accelerazione alla risoluzione del problema di eventuali e
possibili lacerazioni interne deve tenere conto che questo annuncio ha
risvegliato l’interesse dei cittadini elettori, e sarebbe un peccato non
farle.
E’ interessante un articolo pubblicato due anni fa da Flores d’Arcais “.. il
gran discutere di primarie fatto fin qui serve solo ad evitarle..” non ero poi
d’accordo alla soluzione tecnica proposta, ma la premessa di Flores D’Arcais
era corretta e non vorrei che questo succedesse anche adesso, non possiamo
permetterci di correre lo stesso rischio ora.
In questo momento siamo ad un passaggio necessario ed ineludibile se vogliamo
mantenere un impegno politico di tipo maggioritario con la stragrande
maggioranza degli italiani che questo sistema hanno voluto con il referendum.
Il patto democratico del sistema maggioritario in Italia e’ stato onorato in
parte, occorre introdurre la selezione democratica delle candidature
attraverso le primarie per completarlo.
La tentazione del ritorno al proporzionale e’ forte, tale tentazione la si
ritrova anche nell’ultima proposta di Berlusconi di riforma del sistema
elettorale e bisogna resistere, sarebbe un pericoloso passo indietro.
Il sistema proporzionale in Italia, dice Valerio Serra, del Comitato Bologna
per l’Ulivo e’ stato criminogeno e ha generato una forte corruzione endemica
nella politica italiana.
Nel sistema uninominale attuale occorre fare partecipare il cittadino alla
selezione del nome che si trova sulla scheda elettorale perche’ questo possa
essere il vero rappresentante dell’elettore e non e’ piu’ possibile decidere
questi nomi senza una consultazione democratica.
La storia sta dalla nostra parte: le esperienze di primarie richieste, fatte
in parte, primarie riuscite o saltate dimostrano che questo passaggio si sta
compiendo.
La storia politica americana ci insegna che il passaggio alle primarie ha
creato un sistema non omogeneo, ma che tutti lo ritengono essenziale per
completare il patto democratico: il metodo di selezione delle candidature deve
essere trasparente e partecipato, occorre uscire dalle stanze, magari non piu’
fumose, ma comunque opache: e’ questa la penale che in qualche modo occorre
pagare per onorare il patto democratico. Il passaggio e’ stretto e difficile
ed e’ ovviamente piu’ difficile per gli equilibri interni alle coalizioni
decidere di attuare questo metodo per le cariche monocratiche: sindaco,
presidente di provincia, di regione, per i collegi e per il premier. E’ su
queste cariche che si possono avere vere lacerazioni interne.
Sono necessari dunque percorsi virtuosi per raggiungere questo obiettivo e
ancora adesso siamo indietro nel raggiungimento di questo obiettivo, ritengo
che sarebbe grave e pericoloso saltare l’appuntamento per decidere la
leadership del centrosinistra, permetterebbe di avere un precedente da cui
sarebbe difficile tornare indietro.
Esiste un progetto di legge di regolamentazione delle elezioni primarie
presentato nella passata legislazione da un gruppo di parlamentari del
centrosinistra, fra cui anche me, in cui uno degli elementi piu’ importanti da
regolamentare e’ quello dello scarto di tempo che vi deve essere, per ciascuna
carica monocratica, fra l’indizione delle elezioni primarie e le vere e
proprie consultazioni elettorali, noi proponevamo:
fra il settimo e il sesto mese precedente per le cariche di sindaco,
Presidente di regione e di provincia.
Fra il tredicesimo e il dodicesimo mese precedente per i deputati e i senatori
Fra il diciannovesimo e il diciottesimo mese precedente per il Presidente del
Consiglio.
Il senso di questa tempistica deve intendersi come utile per evitare appunto
pericoli di lacerazione interna alle coalizioni eventualmente destabilizzante
proprio a ridosso dell’appuntamento elettorale.
In ultimo voglio sottolineare che nel 2003 un gruppo di parlamentari e di
rappresentanti di associazioni abbiamo lanciato un appello per sollecitare il
rinnovamento della selezione delle candidature attraverso il sistema delle
primarie, l’appello dava il senso di quello che si era percepito nel
partecipare a quell’enorme mobilitazione che si e’ avuta negli ultimi anni
attraverso il fenomeno dei cosiddetti “girotondi”.
Interventi del pubblico:
Daniela Meneguzzi: dell’esecutivo nazionale dei Cittadini per l’Ulivo: si e’
parlato tanto in questi giorni di primarie e si e’ sentito dire di tutto. Per
quanto riguarda la legge di primarie della Toscana, sicuramente da migliorare,
e’ innegabile che esso rappresenta un passo avanti, almeno da un punto di
vista legislativo. I cittadini per l’Ulivo da anni lavorano per costruire
l’Albo degli elettori, uno strumento utile per lo svolgimento delle primarie,
ma non e’ possibile, ne’ pensabile farlo senza il consenso dei partiti.
Occorre iniziare dalle piccole realtà, nei piccoli paesi, per le candidature a
Sindaco dove esistono discussioni lunghissime sui candidati. La gente non e’
interessata a sapere se le primarie siano aperte o chiuse, ma tutti iniziano a
sentirne la necessita’. I vari candidati possono presentare i propri programmi
e sulla base di questi la gente, anche non attiva politicamente puo’ decidere.
Si sente la necessita’ di partecipazione e di trasparenza, non si puo’ pensare
che essa sia solo su un documento, deve essere esplicitata. Ci sono state una
serie di occasioni mancate, questo deve essere chiaro ma qualsiasi tentativo
verso la trasparenza nella selezione alle candidature e’ un passo in avanti,
la società civile vuole partecipare ai processi decisionali, dire che gia’ per
il 2006 e’ tardi e’ un’altra delle scuse che non reggono piu’. La
partecipazione e il coinvolgimento del mondo associativo per questo tema e’ un
processo che alla lunga giovera’ ai partiti.
Claudio Nunziata: inizia ad esserci la necessita’ che i partiti prestino
attenzione ai cittadini e viceversa i cittadini alle aspettative dei partiti.
Esiste il timore da parte dei partiti che se la scelta dei candidati viene
delegata ai cittadini possa accadere che per mancanza di cultura politica si
possano fare delle cattive scelte sui candidati. Occorre trovare un punto di
incontro tenendo presente che se i partiti non fanno questa apertura
probabilmente si creera’ un sempre maggiore distacco fra partiti e elettorato
creando un danno maggiore. Il centrosinistra ha una grande opportunita’ in
questo momento, il centrodestra e’ governato con forte autorita’ e questa
apertura ai cittadini puo’ dimostrare che si muove su una forte base
democratica.
L’attenzione sulla leadership di Prodi risulta eccessiva e a parere mio e’
addirittura dannosa, non esiste per Prodi un problema di trasparenza, il vero
problema di trasparenza si ha piuttosto per i candidati di collegio.Occorre
trovare uno strumento tecnico che equilibri i ruoli dei candidati scelti dai
partiti, da quelli eventualmente presentati dalla società civile o comunque
che abbia possibilita di incidere sulle scelte, sono preoccupato se nel 2006
non riusciremo ad arrivare alle primarie per i collegi.
Esponente del Comitato promotore delle Primarie di Grottaferrata:
Ritengo che le primarie svolte in Puglia siano da considerarsi chiuse, secondo
l’accezione che servivano a scegliere un candidato del centrosinistra. Esiste
il cosiddetto problema delle “truppe cammellate” la sola dichiarazione di
essere elettore di centrosinistra non e’ sufficiente. Occorre rifarsi ai
dettami della Costituzione art.1 Sovranita’ del popolo, art.3, secondo comma,
rimozione di ogni ostacolo ai cittadini alla partecipazione politica, art 49 i
cittadini quali attori primari per determinare per il tramite dei partiti per
la determinazione della politica del paese art 51 pari opportunita’ per
l’accesso alle cariche politiche. Detto questo non avrei da dubitare che le
primarie aperte siano quelle piu’ indicate, forse le piu’ difficili da
realizzare.
Luigi Mariucci : il concetto stesso di coalizione in cui occorre negoziare gli
equilibri limita l’introduzione del sistema delle primarie, e’ la necessita’
del negoziato politico all’interno della coalizione che rende poco trasparente
la selezione delle candidature, concordo con il Senatore Bordon che l’unico
modo sarebbe il vincolo legislativo. Il problema vero e’ che oggi ci troviamo
in una situazione di emergenza, se ci trovassimo in una situazione normale
questo sarebbe uno dei punti fondamentali del programma. Le primarie in Puglia
sono state dettate esclusivamente da una situazione di emergenza per risolvere
un disaccordo.Per quanto riguarda le primarie per Prodi, egli sa benissimo che
esse non sono quelle nel senso classico della parola probabilmente oggi non
vuole raggiungere la designazione a premier come l’ultima volta ma vuole che
la sua candidatura venga fuori direttamente dall’elettorato e che essa venga
fuori dall’Unione in quanto tale.
Adriano …….: non sono d’accordo sulla necessita’ di svolgerle per legge, sono
d’accordo per il pagamento di una quota che serva per pagare le primarie o da
spendere nella successiva campagna elettorale. Dietro a tutte queste
resistenze ci vedo una ragione di ordine superiore da fare valere dappertutto,
invece occorre fare pubblicamente cio’ che gia’ avviene a stanze chiuse.
Rispondono i relatori.
Senatore Bordon: dall’esposizione, dalle domande e dai temi trattati e’ venuto
fuori stasera cio’ che ancora non si e’ avvertito nei ristretti gruppi
dirigenti.
Voglio subito sottolineare che un eventuale riferimento al fatto che non
verranno fatte primarie nel 2006 si intende che esse sicuramente non
avverranno formalizzate da una legge.
Sono convinto che a cominciare dalla Puglia esisteranno delle situazioni in
cui occorrera’ scegliere i candidati con le primarie, l’ultimo esempio e’
stato Chieti, sotto la pressione fortissima dei cittadini si e’ andati alle
primarie, con due candidati uno della Margherita e uno dei Ds, quest’ultimo
partito sicuramente piu’ organizzato.Ha vinto il candidato della Margherita,
schieramento meno organizzato.
Teniamo conto che attualmente di partiti organizzati se ne puo’ parlare solo
in Emilia Romagna o in poche altre regioni. Ci troviamo in una situazione
dunque abbastanza critica e questo non deve essere sottovalutato, pur essendo
convinto del ruolo fondamentale dei partiti.
Le primarie di Chieti sono state primarie aperte. Rispondendo ad alcuni
interventi e per fronteggiare la preoccupazione di eventuali infiltrazioni
teniamo presente che per evitare distorsioni sui risultati il massimo sarebbe
indire primarie per le due coalizioni nello stesso giorno, ma occorre tenere
conto che le primarie aperte, nel senso della Puglia o nel caso di Chieti
rende inconfutabile il fatto che piu’ largo e’ il bacino di coloro che vanno a
votare minore e’ il rischio distorsivo di eventuali infiltrazioni.
Ritornando al discorso dei partiti politici, e dei cambiamenti che ci sono
stati ad esempio sull’introduzione del maggioritario e ancor piu’
sull’elezione diretta dei sindaci su cui oggi nessuno si metterebbe a
discutere di volere tornare indietro. Ma torniamo all’interrogativo iniziale
dobbiamo porci questa domanda, soprattutto a noi, dirigenti di partito: e’
possibile oggi pensare ancora che regga un sistema di selezione delle
candidature come avviene oggi? A me pare di no, anzi occorre pensarci
seriamente prima che succeda qualcosa di piu’ grave anticipando i tempi nel
senso politico del termine. Non mi formalizzo sulla legge a cui ritengo si
debba arrivare , ma non osteggio qualsiasi forma di autoregolamentazione,
anche di tipo spontaneo, ci devono essere forme di avvicinamento
all’obiettivo, l’importante e’ sostenere e rafforzare qualsiasi forma di
partecipazione per evitare ingorghi sulla scelta delle candidature e processi
oligarchici e anzi per il centrosinistra questo dovrebbe esserne un elemento
costitutivo e un vanto.
Per quanto riguarda le primarie per Prodi queste si terranno, non ci sarebbe
nessun motivo per non farle, anzi ha fatto bene Romano Prodi a chiederle
proprio per evitare la ripetizione di un esperienza che gia’ e’ stata fatta,
si terranno entro maggio e’ gia’ stato detto e sono gia’ pronte le regole a
cui sta lavorando Arturo Parisi.
Preoccupiamoci anche della discussione che c’e’ in Parlamento oggi sulla
riforma della Costituzione di cui l’opinione pubblica sa poco, e questo in
tempi assolutamente contingentati.
Piu’ che mai occorre vincere, ma oltre a questo occorre anche governare,
occorre quindi che la designazione di Prodi avvenga mobilitando tutti e che
cio’ avvenga non con la sola designazione dei partiti, ma con l’intervento di
tutti, certo non si tratta di primarie classiche, ma di un’importante
designazione o investitura popolare.
Teniamo conto di cio’ che e’ successo in Puglia, la grande mobilitazione che
c’e’ stata ha fatto venire fuori un candidato che oggi ha maggiori
possibilita’ di vincere sicuramente rispetto al candidato che sarebbe venuto
fuori se questo fosse stato designato solo dai partiti.
E anche Grottaferrata non e’ stato diverso, in una giornata piovosa sono
andati a votare 1.500 persone.
Le esperienze sono diverse, ma devono essere considerate nella loro
unitarieta’ di fondo questo meccanismo tende a mettere in normalita’ un
sistema che tenderebbe a implodere o esplodere.
Per quanto riguarda le coalizioni americane, bisogna ricordare che queste
hanno delle differenze molto piu’ distanti di quanto ce ne siano in Italia. Il
sistema elettorale italiano tendenzialmente dovra’ convergere in un
bipolarismo, se non bipartitismo anche se di coalizione, questo lo dice anche
la nascita della Federazione avvenuta in questi giorni.
Dunque occorre andare avanti e sono convinto che i processi maturano se sono
sostenuti da dei movimenti, come quello referendario sostenuto da Barbera e
Pasquino;occorre innescare questo tipo di mobilitazione.
Laura Grassi: occorre sentire le primarie come una forma di allargamento della
partecipazione per colmare un deficit di democrazia che oggi esiste. Sono
convinta che comunque dobbiamo vincere le elezioni del 2006 a qualsiasi costo,
questo risulta prioritario, poi occorre parlare di primarie, nel senso di
arrivare al sistema riconosciuto cosi’ come e’ successo per l’elezione diretta
del sindaco.
Bisogna avvicinarsi per passi successivi, ma con estrema chiarezza e
determinazione.
Credo che noi 11 associazioni del percorso Cofferati e il Comitato Bologna per
l’Ulivo che ha organizzato questa serata siamo pronti a mobilitarci per questo
tema.
Silvestro Ramunno: Senatrice De Zulueta, puo’ rispondere a quello che veniva
chiesto da Claudio Nunziata, circa la possibilita’ di arrivare ad un accordo
fra partiti e societa’ civile che possa giungere alle primarie? Una specie di
accordo intermedio?
Tana de Zulueta: sono convinta che le posizioni sono conciliabili e su questo
ha gia’ risposto il Sen.Bordon, che e’ sicuramente in una situazione
all’interno dei partiti migliore della mia e poi dipende da voi, dalla
pressione della societa’ civile. Occorre pervadere i partiti di questa
necessita’ di avvicinamento e di accordo, la societa’ civile come confermava
Bordon e’ molto piu’ matura su questo punto rispetto alle segreterie di
partito. E’ stato significativo qualche giorno dopo la vittoria di Vendola
un’articolo pubblicato da Il Sole 24 ore e dunque della Confindustria titolato
“Ecco la riforma che vorremmo”, l’editorialista fa notare che le trattative
estenuanti sulla candidature erano un metodo da superare e la Puglia ha
permesso di fare un passo avanti e anche se si tratta di un candidato di
Rifondazione Comunista se ne felicitano, non tanto per il candidato quanto per
il metodo, che ha portato una ventata di aria fresca che fa bene alla
politica.
Per quanto riguarda la possibilita’ di avere una legge sulle primarie non
ritengo che sia possibile almeno in questa legislatura.
Alcuni hanno detto che prima bisogna vincere e poi penseremo alle primarie, io
ritengo invece che l’idea che deve passare e anche in fretta e’ che invece
siano le primarie come forma di partecipazione popolare nella selezione delle
candidature che faranno vincere e quindi bisogna farle prima.
Interviene a conclusione Valerio Serra del Comitato Bologna per l’Ulivo:
volevo aggiungere, forse con un po’ di cattiveria e come piccola provocazione,
quello che e’ il mio pensiero sulle primarie per Prodi. Le primarie per Prodi
non si faranno perche’ non c’e’ un altro candidato concorrente, forse mi
sbaglio. Ritengo inoltre che di questo tema ne parliamo in modo troppo mediato
anche per cittadini colti perche’ ci poniamo dei problemi nei confronti del
sistema partitico e lo temiamo in qualche modo.
Bisogna iniziare a dire invece che le primarie non sono solo uno strumento di
partecipazione democratica generale ma anche uno strumento di controllo per
deputati e i senatori.
I cittadini devono essere visti per quello che realmente sono. Occorre pensare
agli elettori come a dei “datori di lavoro” : essi devono essere considerati
come gli unici che possono decidere se eleggere o meno un candidato sulla base
dell’operato politico o reputazione o attenzione ai problemi del territorio in
cui vogliono o devono essere eletti. Forse allora le cose cambieranno.
E’ stato detto stasera le primarie ci potranno essere se vi sara’ una forte
mobilitazione popolare e di questo ne sono profondamente convinto, ma dobbiamo
renderci conto che se c’e’ una stanchezza forte, e lo si vede anche stasera,
e’perche’ sono due anni che i cittadini si spostano a spese proprie per
l’Italia a costi elevatissimi. Cio’ dimostra che per fare politica, come
succede anche a noi oggi, bisogna trovarsi in una situazione fortemente
elitaria, e io mi ritengo una persona fortunata.
Ma noi siamo di centrosinistra e dobbiamo pensare a coloro che non possono
occuparsi di politica perche’ meno fortunati, lavorare e mobilitarsi oggi per
rinnovare il sistema nella selezione delle candidature perche’ ciascuno di
coloro che vota nel centrosinistra si possa effettivamente sentire
rappresentato, diventa un obbligo morale da parte di tutti, cittadini attivi e
politici.
Il Comitato Bologna per l’Ulivo ringrazia i relatori per avere partecipato a
questa serata, le 11 associazioni del percorso Cofferati e il Cantiere che ci
hanno aiutato a promuoverla e tutti gli intervenuti.